Due note

Due note

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Dedicata a una stella (A Mirta Rem Picci)

Dedicata a una stella (A Mirta Rem Picci)

Nelle note di un pianista
ascoltate quando eri sulla terra
e ti telefonai struggimento totale
della mia anima né dolore né gioia
ma senso dell’infinito.
E’ di pianoforte lo stesso
concerto di quando eri viva
e abbiamo parlato (dicesti
che volevi venire a trovarmi).
Era estate. Ora il fresco di novembre
nelle fibre mi entra e vieni tu
dal cielo a dirmi che posso essere
felice. Il tuo suicidio, Mirta, ma
la vita non è un romanzo, né un film,
né una commedia e non sia
nuotando esistere nemmeno,
ma solo vita.
Mirta nell’esistere infinita, ti
ha preso Dio a 44 anni e ti
ha rifatta ragazza gioiosa.
Il giovane pianista di te m’inebria.

Raffaele Piazza

Franco Fortini

In una strada di Firenze
c’è una porta che dà in un cortile di pietra.
Graniti antichi sono sulle pareti:
Ercole e l’Idra, Amore, corone di foglie,
allori incisi e roseti.
Non so chi sia nella casa. È come una chiesa tranquilla,
In alto il cielo riposa. Ogni cosa è al suo luogo.
Quando torno a Firenze, se vo per quella strada,
nel cortile entro e guardo:
passano in alto le nuvole naturali,
come monti si ombrano le pareti.
Anche in me stesso quelle nuvole passano,
anche in me stesso stanno quelle pareti.
Per questo guardo e guardo quel silenzio,
le corone di edera antichissime
e credo che una rosa esiti dentro il sasso.

Franco Fortini, 1954